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la donna che è stata
prima in tutto
Riportiamo questo articolo sulla modesta quanto preziosa prima-donna Tina Anselmi.
Prima, come staffetta partigiana a 17 anni: "Gabriella".
Prima ministra donna nella storia italiana nel 1976 anche se allora si diceva ancora "ministro", prima donna in politica (ma anche primo politico in assoluto) ad avere la voglia e il coraggio di metter mano nel groviglio di interessi e crimini della loggia P2.
Prima donna oggetto di un attentato al tritolo, in conseguenza del suo lavoro sulla P2.
Primo politico e primo cittadino/a a vedersi dedicato -ancora in vita- un francobollo, per di più emesso il 2 giugno, giorno della festa della Repubblica.
Avrebbe potuto essere la prima Presidentessa della Repubblica Italiana, ma venne scelto Napolitano, con le conseguenze storiche che sono sotto gli occhi di tutti. Nel 1992 fu il settimanale Cuore a sostenerne la candidatura e il gruppo parlamentare La Rete a votarla.
Nel 2006 un gruppo di blogger la sostenne dal blog "Tina Anselmi al Quirinale".
Emesso il 2 giugno 2016, in occasione della festa della repubblica. E' la prima volta che viene dedicato un francobollo a una persona singola ancora in vita.
2 Giugno 2016: per la prima volta, una persona ancora in vita, si vede onorata con un francobollo.
A Castelfranco Veneto, il paese dove era nata 89 anni fa, il 25 marzo, la chiamavano affettuosamente “la Tina”, con l’articolo preposto, come sempre accade al nord, soprattutto in riferimento ad una donna.
È stata prima in tutto. Lo ricorda Giovanna Casadio su Repubblica: staffetta partigiana a 17 anni (brigata Cesare Battisti), ministra donna (la prima nella storia italiana nel 1976), primo politico coraggioso nel cercar di chiarire le insidiose trame della loggia P2. A lei è stato dedicato il francobollo emesso un 2 giugno, giorno della festa della Repubblica. Per la prima volta le Poste si sbilanciano, con una protagonista vivente della storia pubblica.
E’ vero che ci sono stati due Papi e sei presidenti della Repubblica “francobollati”, ma sempre ritratti in gruppo.
Qui abbiamo un riconoscimento per Tina Anselmi e per le conquiste della donna italiana, della donna mondiale.
"Dico alle mie nipoti, attente fate la guardia perché le conquiste non sono mai definitive". Comincia così un documentario redatto da Rai Storia, autrice un’altra donna: Anna Vinci, riconoscendole la “grazia della normalità”, come conia Giovanna Casadio. "Normalità - dice Anna Vinci – ha il significato intrinseco, etimologico del rispetto della norma".
E come Benedetto Croce non chiedeva “politici eccezionali, bensì politici onesti”, così "la Tina" serenamente e fermamente proclamava che "La democrazia ha bisogno di normalità". Ed anch’essa parlava del coraggio di essere onesti.
E quel coraggio lo dimostrò e lo dimostrava quotidianamente.
E’ stata spesso in marcia solitaria nella battaglia contro i poteri oscuri della P2, ancor oggi oscuri e pericolosi.
Ed esattamente a lei erano destinati quei tre chili di tritolo accanto a casa, che non esplosero per un caso, e delle molte intimidazioni.
Forte e tenace, semplice, profonda, timida, viene descritta da chi la conobbe come schietta, simpatica, rassicurante, ma anche rigorosa e battagliera. Tina Anselmi parlò della politica nebulosa e sanguinosa degli anni ’70 e ‘80 e dei fatti di sangue tra il 1976 e il 1981. E in un momento in cui il ministero delle pari opportunità emigra nelle mani di un uomo (e anche questo è un segnale) vale ricordare u du sue frasi: “Quando le donne si sono impegnate nelle battaglie le vittorie sono state vittorie per tutta la società. La politica che vede le donne in prima linea è politica d'inclusione, di rispetto delle diversità, di pace". Questo vale ovviamente quando le donne possono guardare negli occhi il ricordo di Tina Anselmi e non ritrovarsi invece al servizio di uomini politici inaffidabili e della peggior specie.
Per i filatelisti, il nome di Tina Anselmi ( morta il 1º novembre 2016 ad ottantanove anni, essendo nata il 25 marzo 1927) rimarrà collegato al francobollo da 95 centesimi a lei dedicato ed emesso il 2 giugno scorso, così da ricordare il quarantesimo anniversario passato dalla nomina del primo ministro donna.
Probabilmente, il dentello finì al centro di alcune valutazioni differenti in seno al dicastero dello Sviluppo economico. Quando -il 18 dicembre scorso- fu annunciata la commemorazione, nessuno si stupì troppo. Vennero in mente le dichiarazioni rilasciate il 23 ottobre precedente, durante l’edizione fiorentina di “Italiafil”, dal presidente della Commissione per lo studio e l’elaborazione delle cartevalori postali, Angelo di Stasi. Rappresentando all’inaugurazione il Mise, disse che lo stesso ormai era possibilista sul raffigurare viventi (perlomeno, tutti capirono così). Poi, il 27 maggio, la doccia fredda: nella vignetta non compare l’esponente democristiana, ma il verbale, datato 30 luglio 1976, del giuramento con cui ella venne nominata al vertice del dicastero per il Lavoro e la previdenza sociale. Una strana scelta, che ha trovato spiegazione solo pochi giorni fa, il 21 ottobre. Quando il sottosegretario alle Comunicazioni Antonello Giacomelli, ossia il referente politico per il settore, agli Stati generali della filatelia -organizzati a Bologna nel contesto della nuova tappa di “Italiafil”- ha asserito di essere contrario a celebrare individui ancora in vita. Chiuso il capitolo.
Alois Walden Grassani
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