BAMBINI LEGITTIMAMENTE USATI

Sfogliando qua e là, ecco apparire -dai silenzi delle pagine e delle coscienze- un documento che non può passare inosservato e sotto silenzio.

Emesso e firmato dal deputato Burtone, lascia tracce indelebili e importanti.

E provoca attenzione e riflessioni.

Sfogliamo e leggiamo insieme…

 Con la legge 25 febbraio 1992, n. 210, il Parlamento ha ritenuto di dover riconoscere un indennizzo a coloro che, a causa della somministrazione di vaccinazioni obbligatorie (e trasfusioni – n.d.R.), hanno perso la vita, o sono rimasti lesi in modo irreversibile e permanente. Con la successiva legge 29 ottobre 2005, n. 229, il Parlamento ha inteso riconoscere un ulteriore indennizzo a coloro che, sacrificando la loro vita, hanno contribuito alla tutela della salute pubblica.

Queste due leggi sono ad integrazione e miglioramento finanziario una dell’altra.

 

E sono il riconoscimento e la conferma che i vaccini, le trasfusioni possono condurre a danni di gravissima importanza. Due considerazioni vanno qui fatte.

La prima: le trasfusioni che conducono ad infezioni e danni sono da considerarsi fatti accidentali dovuti a malasanità e incuria.

La seconda: i vaccini sono programmati e seguiti in una filiera e successioni produttive e di somministrazione, con obblighi e conseguenze di legge. Quindi, nel loro caso, se accade qualcosa, NON è accidentale o dovuto ad incuria, bensì programmato e strutturale, addirittura conseguente a legge o decreto legge. E, come ampiamente denunciato e dimostrato, fanno parte di programmi aziendali globali.

 

E qui va fatto notare che il deputato Burtone apparteneva e appartiene al Partito Democratico, leader Renzi nell’omonimo governo, nel quale governo militava la ministra della Salute, Beatrice Lorenzin (appartenente prima a Forza Italia, poi PDL, NCD, quindi Alternativa Popolare), promotrice ufficiale del famigerato decreto legge sulle Vaccinazioni Obbligatorie: la stessa Beatrice Lorenzin presente,  prima nel governo Letta,  poi nel governo Gentiloni, che molti italiani hanno considerato maschera e continuazione del premierato Renzi.

 

Continuando a leggere il documento parlamentare di Burtone ecco altri motiivi di riflessione e puntualizzazione.

GIOVANNI BURTONE DEPUTATO PD

Leggiamo che queste vittime, “sacrificando la loro vita, hanno contribuito alla tutela della salute pubblica”.  In realtà, NON HANNO SACRIFICATO LA LORO VITA, perché NON ne hanno data la disponibilità. E NON HANNO ASSOLUTAMENTE VOLUTO CONTRIBUIRE ALLA TUTELA DELLA SALUTE PUBBLICA: NON ci pensavano affatto. E se per loro hanno deciso i genitori, questi hanno presto avuto modo di pentirsene. Amaramente.

 

Ma il nostro relatore imperversa con delle parolacce, al limite della blasfemia: “queste vittime, nella maggior parte dei casi, sono dei bambini, «usati legittimamente» per preservare la salute della collettività”. Siamo a livello dei rapimenti perpetrati nelle favelas brasiliane, a scopo espianto e vendita di organi !

 

E continua “Si tratta di vittime le cui famiglie sono state tenute all'oscuro del rischio reale in cui i loro cari sarebbero incorsi. Sono cittadini ai quali il diritto ad avere una vita normale è stato negato per tutelare il bene supremo della salute".

Per il deputato dem, la colpa "è da ricercare in chi ha compiuto una valutazione degli interessi collettivi al limite di quelle che sono state denominate le «scelte tragiche del diritto»". Essi - aggiunge Burtone – “sono stati le vittime preventivabili in astratto di tali scelte, perché statisticamente rilevato. La stessa Corte costituzionale ha considerato i danneggiati dalla somministrazione di vaccini ‘come coloro che vanno in guerra e sacrificano la loro vita per il bene della popolazione’ " .

Ora, è innegabile che questi neonati o bambini, o ragazzini, NON hanno assolutamente deciso di andare in una guerra di cui nulla sanno. Ed è –ripeto- blasfemo e criminale usare simili termini, non importa che a farlo sia il sig.Burtone, oppure la Corte Costituzionale.

 

Che un deputato, un magistrato siano capaci di inoculare questi concetti, fa capire come questi vengano poi rapidamente recepiti dai media e –di conseguenza- da una popolazione che –sentendosi ripetere la stessa cantilena per anni, ne fa il proprio rosario, il proprio mantra, finendo per crederci e farne il pane quotidiano: le ripetizioni creano la verità. Falsa, ma ben scolpita nel cervello, poi nel DNA.

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